Un appello per il riconoscimento dello Stato palestinese

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Da ultimo un appello per il riconoscimento dello Stato palestinese sottoscritto da circa 800 personalità israeliane, a cominciare da scrittori famosi come Oz, Grossman e Yehoshua, dal premio Nobel per l’economia Kahneman e da esponenti delle numerose componenti insofferenti verso il premier Netanyahu (il cui esecutivo è stato giudicato uno dei peggiori della storia dal diffusissimo quotidiano di Tel Aviv, “Haaretz”) . Tale documento, inedito per ampiezza e autorevolezza, viene nel bel mezzo di un percorso finalmente meno cupo per il popolo palestinese, colonizzato e oppresso da un governo che più a destra non si può. Qualche giorno fa un’omologa presa di posizione di Cgil, Cisl e Uil e, prima ancora, la presentazione di mozioni parlamentari (Partito democratico Sinistra, ecologia e libertà; Movimento5Stelle). Nel frattempo, risoluzioni sono state già approvate dai Parlamenti della Gran Bretagna,della Francia, della Svezia, della Spagna e dell’Irlanda. In arrivo pronunciamenti anche da Grecia, Portogallo, Danimarca, Lussemburgo e Austria. E’ l’”ultimo miglio” di una lunga marcia, voluta con lotte costanti e mobilitazioni coraggiose di un popolo incredibilmente schiacciato dalle politiche israeliane. Due popoli e due Stati: questa è stata la linea del compromesso positivo immaginato, negoziato e mai portata a termine. Nel novembre del 2012 le Nazioni Unite si pronunciarono a grande maggioranza il riconoscimento della Palestina con il rango di Paese osservatore. Ora è maturo il passo definitivo, vale a dire il seggio che spetta ai membri dell’Onu.

Le mozioni parlamentari saranno forse messe all’ordine del giorno a gennaio ed è augurabile che possano venire accolte. Sarebbe assurdo che, dopo le assicurazioni date – nei suoi recenti viaggi in Italia- al leader palestinese Abu Mazen, ora si torni indietro e si perda un’occasione storica per ricostruire una decente politica estera nel Medio Oriente. Tra l’altro, il riconoscimento dello Stato palestinese, il popolo più aperto e laico dell’intera zona, costituirebbe un segnale importante di fronte al fondamentalismo e all’ascesa terroristica.

Articolo 21 partecipa a questa campagna e fa appello al Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni – da sempre vicino all’Associazione – perché prenda una posizione chiara nell’imminente Consiglio dell’Unione europea.


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