Olbia, licenziata con un sms per aver aiutato la sorella colpita dall’alluvione

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“E’ una vergogna quello che è successo a questa povera donna che per aver aiutato la sorella colpita dall’alluvione è stata licenziata: non ho parole!!! Pergiunta con un sms! Questa triste notizia non merita un minimo di spazio di indignazione sui mezzi d’informazione nazionali?” Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico e prezioso collaboratore di Articolo21 da sempre sensibile sul tema del lavoro, ci ha segnalato per primo questa notizia che ha dell’assurdo.

“Licenziata con un Sms” scrive il quotidiano on line SardiniaPost. “E’ una storia che ha l’’effetto di un pugno sullo stomaco. Che proprio stona in questo scenario di straordinaria solidarietà che sta abbracciando la popolazione di Olbia da ogni parte della Sardegna e d’Italia. La storia di Alessandra Dalu, raccontata dall’’emittente regionale Cinquestelle Sardegna, sembra inventata tanto pare assurda, ma assolutamente vera. Lei, mamma di una bambina, sposata con un disoccupato, ieri ha perso il lavoro, che era l’unica fonte di sostentamento della famiglia. L’ha perso perché ha deciso di aiutare la sorella. Già, nella corsa solidale c’è qualcuno che sta a guardare e punisce chi sacrifica se stesso per gli altri. La colpa di Alessandra? Martedì mattina anziché pulire l’appartamento del padrone, spalava il fango da una casa popolare di via Campidano.
I datori di lavoro di Alessandra fanno parte di una nota e benestante famiglia di Olbia, titolari di una grande impresa di costruzioni che ha realizzato complessi edilizi in varie zone della città. Alessandra fa le pulizie nella loro villa e nei loro uffici da due anni ma non ha mai ottenuto un regolare contratto. “Lavoro nero, senza garanzie”. Prosegue l’articolo. “Ieri, quando ha comunicato ai suoi datori di lavoro che sarebbe potuta tornare in servizio solo lunedì prossimo, ha avuto la glaciale risposta prima al telefono e poi via sms . “No, grazie. Non abbiamo più bisogno di te””.
“E’ stata punita, Alessandra, per aver dedicato il suo impegno a una persona di famiglia che ha perso tutto. I suoi ricchi datori di lavoro, dalla loro casa confortevole e calda, le hanno detto che non serve più”.


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