Libertà di Stampa, Diritto all'Informazione

Personalizzazione o Serendipity per le news online?

La riflessione di Frédéric Filloux, di questa settimana analizza quale sia la strada da percorrere per ‘conquistare il lettore con le news online. La strada si biforca: da un lato la sempre maggiore personalizzazione dall’altro la  serendipity. Questo termine merita un approfondimento.  Non di facilissima traduzione, indica la capacità di cogliere e interpretare correttamente un fatto rilevante che si presenti in modo inatteso e casuale nel corso di una ricerca diversamente indirizzata. Tradotto nell’ambito giornalistico lo si può collocare a metà del percorso fra le notizie e la loro fruizione.

È immediatamente chiaro che, di qualsiasi prodotto media si stia parlando, essere in grado di entrare nel processo della formazione dell’attenzione del lettore è importante.

Ogni mattina si naviga sul sito web famigliare, come spiega Filloux, e ritrovarsi a leggere di un argomento che fino a quel momento era completamente estraneo, ecco perché la serendipity e il giornalismo paiono inseparabili. Ma non è così semplice gestire la serendipidità nel mezzo del rapporto fra ricerca di news e utenti.

La prima riflessione che Filloux ci porta a fare è che chiunque si occupi di news online debba affrontare la questione. Al di là delle risposte che ognuno può dare nell’interpretare il processo da affrontare, Filloux ci fa notare che c’è già qualcuno, come il colosso Google che sta lavorando ad una soluzione che comprende insieme serendipidità e personalizzazione.

Riportiamo la traduzione di parte del post di Filloux in cui troviamo il resoconto dell’incontro con Richard Gingras, Senior Director delle news e dei prodotti social di Google.

 Dal post <<La settimana scorsa, ho parlato con Richard Gingras, il Senior director delle news e prodotti sociali di Google (in altre parole, egli sovrintende Google News e Google+ da un punto di vista editoriale e commerciale)…

…secondo Gingras, “oggi la personalizzazione della notizia è molto sofisticata. Si osservano i modelli di lettura degli utenti, quando ad esempio si sono lette cinque storie sulla Primavera Araba la deduzione che ne deriva è che si sia interessati a quell’argomento. Ma non è così che dovrebbe funzionare la cosa. In realtà, si potrebbe essere interessati a molte altre cose…

Il passo ulteriore richiede la comprensione dei concetti “. E questo è un dato su cui Google sta lavorando, afferma Gingras. Non solo per le notizie, ma per prodotti come Google Now che rappresenta il più grande sforzo di Google sulla ricerca predittiva.

(Google Now: Si tratta di un estensione di Google Search che grazie all’archiviazione delle ricerche abituali fatte dall’utente prova a prevedere cosa l’utente desidererà la prossima volta)

L’idea è quella di collegare tutti i dati di cui Google è in possesso, da quelli a livello individuale fino a quelli del gruppo sociale, e andare oltre per prevedere i prossimi passi dell’utente. Quest’analisi incredibilmente dettagliata di preferenze e inclinazioni personali, si inserisce nel quadro della grande macro-scala del mondo digitale, ed è al centro della strategia di Google, come si vede nello schema qui sotto… leggi tutto su lsdi.it

1 ottobre 2013