| Domenica, 12 Febbraio 2012 - Ultimo aggiornamento: 23:49
Dopo la tregua armata di agosto si prepara una stagione carica di rischi
di Roberto Morrione
Sullo sfondo di punti fermi allarmanti, l’Italia ha superato la “tregua armata” delle fibrillazioni d’agosto e si appresta ad affrontare un autunno carico di incognite pericolose. I punti fermi coprono praticamente l’intero arco dei problemi del Paese. Ne riassumiamo dunque solo alcuni aspetti essenziali, sui quali non a caso si registra il silenzio o addirittura la disinformazione manovrata della stampa legata a Berlusconi e al governo, con in primo piano l’ impero televisivo fonte principale dell’ opinione pubblica, come il TG 1 e il TG 5. Come ha documentato l’economista Tito Boeri, in agosto la sistematica disinformazione di questi giornali sulla reale situazione economica, con l’assenza di approfondimenti sulle cifre ufficiali diffuse, è stata scandalosamente sistematica. In realtà non solo la recessione continua, ma si precisano i tratti salienti di uno dei punti più esposti dell’assetto europeo: un giovane italiano su quattro è senza lavoro, con punte di uno su tre in zone del Sud e una estesa precarietà per molti contratti in vigore. I disoccupati, nonostante il tasso medio sia di un punto e mezzo al di sotto di quello europeo (dove incidono peraltro le modeste economie dei paesi dell’Est ) hanno superato il tetto di due milioni, mentre i nuovi cassintegrati nei primi sette mesi dell’anno sono stati 650.000, con uno stipendio medio sceso a circa 800 euro al mese. Un enorme buco nelle entrate degli italiani (secondo calcoli della CGIL circa 3 miliardi di euro in meno nella domanda interna) che conferma l’allarme sul perdurante calo dei consumi. Su ammissione del ministro Sacconi, sono oltre 200 i tavoli di imprese in crisi riaperti alla ripresa, ma si tratta di medie e grandi aziende, mentre la situazione pre-fallimentare dell’ enorme tessuto delle piccole imprese è difficilmente calcolabile nel territorio.
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