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Articolo 21 - Teatro&Cinema
Speciale Festival di Venezia 2010
Speciale Festival di Venezia 2010

Il sangue verde. La rivolta di Rosarno sbarca in laguna
Dopo a Sud di Lampedusa e Come un uomo sulla terra, il regista e documentarista Andrea Segre approda alle Giornate degli autori di Venezia con il film documentario Il Sangue Verde dedicato alla rivolta dei lavoratori africani di Rosarno. 7 storie raccontate da 7 protagonisti dalla pelle scura e con un passato denso alle spalle, per non dimenticare quanto in quelle giornate l’Italia tutta ha avuto modo di vedere, quasi come per la prima volta, vergognandosene. “Volevo fare un documentario costruito sulle due anime più profonde del documentario: il pensiero parlato e il racconto del territorio.” Scrive Segre nelle note di regia contenute nel blog omonimo. “ Ciò che volevo raccontare non è la superficie, sia pur importante, del fenomeno lacerante e drammatico dello sfruttamento di lavoratori immigrati e del razzismo che lo accompagna, ma vorrei provare ad entrare nella profondità umana di chi vive e pensa questa situazione. Tentare di avvicinare lo spettatore all'intimità e alla dignità di una condizione quotidianamente inevitabile e storicamente ancora lontana dall'essere risolta: quella dello sfruttamento di lavoratori stranieri, isolati e senza diritti.” Il punto di partenza è esattamente Rosarno, ma la Rosarno della post-deportazione messa in atto da Governo Berlusconi al fine di ripristinare le condizioni di sicurezza in quei luoghi. Infatti, molti di loro, nonostante tutto, non avendo altra possibilità di lavoro, non essendogliene stata offerta nessuna, in quel luogo vi hanno fatto ritorno. Un percorso dunque a ritroso, in un tempo recente e in uno passato, quando quelle stesse campagne erano piene di braccianti meridionali, mentre oggi non lo sono più, inframmezzate da immagini di repertorio ( quelle di gennaio) che avevano a suo tempo scosso non solo l’Italia, ma il mondo intero. Alle voci dei lavoratori si alterna quella dell’ex-sindaco Giuseppe Lavorato, memoria storica della cittadina calabrese.
Il film verrà proiettato il 3 settembre alle Giornate degli autori del Festival di Venezia e, in anteprima Tv il 15 settembre alle 23.40 su Rai3.


100AUTORI PRESENTA
IL CONVEGNO “DOVE VANNO LE FILM COMMISSION?”
5 Settembre ore 15.30 - Villa degli Autori
(Lungomare Marconi 56/b)

Venezia, 25 agosto 2010. l’Associazione 100autori promuove domenica 5 settembre un importante incontro sul ruolo delle FILM COMMISSION in Italia oggi, esplorando anche il panorama delle forme di finanziamento privato al Cinema.

A  partire dalle ore 15.00, presso la Villa degli Autori (Lungomare Marconi 56/b) all’interno della sezione autonoma “GIORNATE DEGLI AUTORI/ VENICE DAYS” si svolgerà il secondo Convegno promosso dai 100Autori dal titolo “Dove vanno le Film Commission?

Attraverso la voce di Maurizio Gemma, Presidente dell'Italian Film Commissions, che ne raggruppa ben diciannove, e le testimonianze di molti altri rappresentativi film commissioners italiani, si cercherà di capire qual è il futuro di queste istituzioni che rappresentano una significativa forma di finanziamento per il cinema italiano.

A condurre e moderare l’incontro l’autore e regista Mario Balsamo, che, insieme a Davide Ferrario, Cinzia Masotina ed Enza Negroni, stimolerà gli interventi, esplorando anche il panorama delle forme di finanziamento privato al cinema.

Silvio Maselli - Direttore Apulia Film Commission, Cristina Priarone - Direttore Generale Roma Lazio Film Commision, Steve della Casa - Presidente Piemonte Film Commission, Andrea Rocco – Presidente Genova Liguria Film Commission, Federico Poillucci - Presidente Friuli Venezia Giulia Film Commission, Maria Teresa De Gregorio - Dirigente Unità di progetto Attività Culturali e Spettacolo Regione Veneto  e Pietro Di Miceli - Dirigente Sicilia Film Commission hanno confermato la propria presenza, ma sono attesi altri film commissioners e ospiti di rilievo.
 
Quest’anno per la prima volta l’Associazione 100autori è sbarcata al Lido chiamata a promuovere, insieme all’ANAC, la sezione autonoma “GIORNATE DEGLI AUTORI/ VENICE DAYS”, da sette anni la casa degli autori e del cinema indipendente. Giacomo Durzi, Gianfranco Giagni, Andrea Purgatori, Maurizio Sciarra– i 100 Autori presenti nel direttivo delle Giornate – e Mario Balsamo (100autori) si faranno promotori di tre incontri diversi fra loro, ma di sicuro interesse che si terranno presso la Villa degli Autori per approfondire tematiche attuali relative al mondo del cinema. Gli altri due appuntamenti promossi dai 100autori sono programmati per il 4 settembre alle ore 15.00 con il Convegno "Esordire in Europa" promosso insieme all'A.G.P.C. - Associazione Giovani Produttori  e l’8 settembre, alle ore 16.30 con l’incontro “Come narrare la realtà”.


APPUNTAMENTI ANAC
Nell’ambito delle Giornate del Cinema di Venezia, l’ANAC - Associazione Nazionale Autori Cinematografici - organizza alla Villa degli Autori tre incontri per discutere sui seguenti temi: 
 

DOPO AVATAR – L’AUTORE NELLA SALA DIGITALE  6 settembre: ore 15.00

Nel quadro generale dell’attacco al cinema italiano e alle sue strutture produttive e distributive, di fronte alla crisi delle sale cinematografiche e della diffusione del cinema italiano, la digitalizzazione delle sale può rappresentare una opportunità reale? Quali sono i costi che le sale “di città”, le sale d’essai, le sale delle associazioni di cultura cinematografica devono affrontare? Il digitale sarà patrimonio solo dei multiplex e delle grandi produzioni oppure può diventare un punto di forza per la produzione e la distribuzione indipendente? Dal punto di vista tecnico costituisce un rafforzamento della qualità dell’immagine? E poi il 3D, tutto quello che può significare sia dal punto di vista creativo e culturale che da quello della diffusione. A coordinare le voci di esercenti, autori, tecnici, sarà il regista e organizzatore culturale Francesco Ranieri Martinotti.

L’AUTUNNO CALDO DEL CINEMA ITALIANO          7 settembre: ore 15.00

 Oggi siamo di fronte ad una politica di progressiva disintegrazione dell’insieme della vita culturale italiana e del nostro cinema nell’ambito di una generale strategia che tende ad impedire la circolazione delle idee, la formazione di un’intelligenza autonoma della realtà e dunque di una coscienza critica. In questo quadro è particolarmente significativa la recente pubblicazione della ricerca commissionata a Stage Up da Federculture. Questo autorevole studio conferma altre analisi e ricerche che, a partire dal libro bianco sul cinema italiano, a cura dell’ANAC, dimostrano come le risorse destinate alla cultura – al di là della loro importantissima ricaduta sociale – rappresentino un vero e proprio investimento economico con significativi utili per lo Stato e non una spesa.A confermare il senso di questa politica generale riteniamo utile una breve analisi dei punti essenziali del decreto legislativo che, nella più completa – salvo alcune forze imprenditoriali – solitudine, il ministro Bondi ha elaborato. In sostanza si discuterà di come il cinema venga colpito in tutte le sue articolazioni fondamentali: dalla produzione che viene sostenuta solo per le opere prime e seconde alla promozione dove vengono annientate nei fatti tutte le organizzazioni che da più di mezzo secolo hanno costruito la cultura e la ricerca cinematografica. Così come l’esercizio vede la liquidazione di fatto delle sale a carattere culturale e di qualità.

Sono invitati al confronto e alla proposta: intellettuali, sindacati, critici, giornalisti, le forze creative e professionali del cinema e l’associazionismo.

IL RESEAU DEL CINEMA PER L’EUROPA 10 settembre: ore 15.00

La Commissione Cultura del Parlamento si impegna all’ascolto delle realtà associative del mondo del cinema a partire dal tema cruciale del rapporto tra Unione e identità culturali. Ma è fondamentale che questo confronto tenga conto delle realtà associative degli autori sia su scala nazionale che internazionale. Per quest’ultima dimensione vanno segnalate l’Alliance Mondiale du Cinema - World Cinema Alliance - e la Plate-forme des Industries culturelles et créatives - Creative and Cultural Industries Platform).  Gli autori dell’Anac e i registi italiani incontrano su questi temi la Presidente della Commissione Cultura, Doris Pack e i rappresentanti del Parlamento Europeo presenti a Venezia.


Vendemmiati: "Il mio film su Aldrovandi. Era arrivato il momento di raccontare la storia lasciando da parte le notizie"
di Elisabetta Reguitti
“Nella vita di un giornalista, dopo 20 anni di cronaca, arriva il momento di fermarsi. Di rimettere le mani nel proprio archivio e dentro di sé e scegliere di raccontare una storia lasciando da parte la notizia”. È la scelta di Filippo Vendemmiati che ha realizzato il film documentario "E' stato morto un ragazzo", titolo suggerito dalla frase che riferì agli agenti un amico di Gabriele Sandri il tifoso laziale morto  25 novembre 2007, in un'area di servizio,  ucciso da un pallottola sparata  a decine di metri di distanza da un  poliziotto. Il film parla del pestaggio, l'inchiesta e il processo sull'uccisione avvenuta il 25 settembre 2005 di Federico Aldrovandi lo studente 18 enne di Ferrara. Per il quale la sentenza di primo grado ha condannato  a tre anni e sei mesi quattro poliziotti accusati di omicidio colposo.
Filippo ha deciso che era venuto il momento di riprendere tutti gli appunti, le registrazioni, le testimonianze e le immagini (soprattutto quelle impresse nella sua mente) e raccontare una storia ancora aperta dopo la sentenza che ha condannato a tre anni e sei mesi i quattro poliziotti accusati di omicidio colposo.
Prodotto da Marcello Corvino (Promo music) in collaborazione con l'Associazione Articolo21, con il contributo di Cinecittà, con le immagini di Rai teche e patrocinato da Regione Emilia Romagna, il film verrà presentato alla mostra del cinema di Venezia l'8 settembre.

Perché questo film?
All'inizio doveva essere un libro, un semplice resoconto di cronaca. Poi però qualcosa è cambiato soprattutto nel modo di occuparmi di questa vicenda. E' cambiato nel momento in cui Patrizia Moretti, la mamma di Federico, ha aperto il blog. Fino a quel momento io, cronista, avevo creduto alla versione ufficiale dei fatti. Mi ero basato su delle false certezze della prima versione ufficiale che voleva il ragazzo ucciso per un mix di droghe. In qualche modo ho sentito il bisogno di raccontare in modo diverso quel fatto. Era arrivato il momento di raccontare la storia lasciando da parte le notizie.
 
E da quel momento cosa è successo?
 Per prima cosa sono andato da Patrizia e Lino per parlare del mio progetto. Senza il loro permesso non avrei mai realizzato questo film. Marcello Corvino non mi ha fatto neppure finire di raccontare che già mi aveva detto di sì. Debbo però ringraziare anche Beppe Giulietti di Articolo21, Roberto Natale della Fnsi, così come Simone Marchi per il montaggio delle immagini, Marino Cancellari (riprese) e Barbara Scaramucci di Rai teche. Abbiamo lavorato esattamente per un anno. Spulciando immagini e frammenti del processo: circa 300 cassette registrate. Ho ripreso tutti i miei quaderni. Era troppo importante per me realizzare questo film.
 
Perché?
Era un momento particolare della mia vita professionale. Da futuro capo Rai della redazione di Bologna mi sono trovato ad essere un ex futuro capo Rai della redazione di Bologna. La vicenda di Federico mi ha convinto che era venuto il momento di fermarmi e fare qualcosa che sentivo di dover fare. Questo film è un punto di vista autocritico rispetto a questa professione. Rispetto al modo di fare giornalismo. Questo è tutto quello che ha significato all'inizio perché poi, alla fine, quello che contava era fare questo film. A tutti i costi.
 
Come si sviluppa la narrazione del film?
Da alcuni spezzoni video di un giovanissimo Federico al mare, ai secondi che hanno preceduto la lettura della sentenza del giudice Francesco Maria Caruso. Attimi di pura tensione che riassumono cinque anni di odissea giudiziaria. Una sentenza dettagliatissima nelle motivazioni che racconta il punto di vista giudiziario senza nascondere altri punti oscuri che ancora persistono.
 
Dopo la mostra del cinema di Venezia?
 Ci sarà la prima nazionale a Ferrara in occasione del quinto anniversario della morte di Federico.

Dalla rete di Articolo 21