| Sabato, 11 Febbraio 2012 - Ultimo aggiornamento: 16:34
Nadia Redoglia
Con la libertà di stampa in vigore da quelle parti sarà ben difficile intendere che sta realmente succedendo in Russia. Ai medici è vietato comunicare il numero dei decessi da ustioni e da fumo. Qualcuno, protetto dall'anonimato, parla di cadaveri ammassati negli scantinati ché le celle frigorifere sono esaurite. Difficile sopravvivere a quel quantitativo di monossido di carbonio che satura i cieli. Ufficialmente gli incendi attivi sono ancora una cinquantina, quasi metà di questi avvolge le torbiere. Pare che le fiamme non siano riuscite a lambire le centrali nucleari. Dobbiamo accontentarci di quel "pare". Da laggiù ci arrivò l’orribile eredità. Ancora oggi godiamo l'usufrutto. Ci spettano ora altri lasciti? Lo scopriremo solo morendo. A proposito di scoperte, rientrando, m’aspettavo di trovare -dopo il monito di Napolitano e le promesse del ghepensimi’s leader- il ministro dello sviluppo economico. Il posto è ancora occupato, ad interim, dall’uomo del cucù ad libitum. In quanto tale, che voglia assumersi in proprio, supportato dai consigli sinceri dell’amico Putin, la responsabilità di ridimensionare l’ottimismo da ripristino nucleare in Italia?
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