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Articolo 21 - Information Safety & Freedom
Isf: Hezbollah minaccia di morte i giornalisti libanesi . Atto eversivo. Intervenga l’Onu
Isf: Hezbollah minaccia di morte i giornalisti libanesi . Atto eversivo. Intervenga l’Onu

“ Hezbollah minaccia di morte i giornalisti libanesi che pubblicheranno notizie sul coinvolgimento del movimento sciita nell’omicidio dell’ex premier libanese Rafic Hariri. Si tratta di un atto gravissimo, che aggiunge violenza a violenza e colpisce alla base i fondamenti della democrazia della Repubblica Libanese. Un atto che richiede una risposta immediata e decisa da parte dell’ ONU e di tutte le associazioni per la liberta’ di stampa “.
Questo l’inizio del comunicato diffuso oggi dall’Esecutivo di ISF ( Information Safety and Freedom ) associazione internazionale per la liberta’ di stampa.
“ La minaccia – spiega il comunicato di ISF - era contenuta in un articolo pubblicato ieri dal giornale Al-Akhbar, vicino al movimento Hezbollah, che riferiva quanto segue :` Un responsabile di sicurezza ha consigliato a alcuni giornalisti di non pubblicare quel che filtra di fatti che riguardano l’inchiesta internazionale sull’assassinio dell’ex primo ministro Rafiq Hariri, in particolare quelli che puntano il dito su un eventuale coinvolgimento di membri di Hezbollah. Questo responsabile giustifica i suoi consigli dicendo che il gruppo perseguitato (cioe di hezb) e’ in grado di raggiungere tutti e di uccidere chiunque si occupa di questo dossier `.
“ In Libano – conclude la nota di ISF – la pratica di minacciare e uccidere i giornalisti ha provocato negli anni un lungo elenco di colleghi caduti a causa della propria onesta’ e del proprio impegno professionale. Minacce di questo tipo vanno quibdi lette nel loro significato letterale, partendo dal presupposto che potranno essere messe tragicamente in pratica. La Comunita’ internazionale e quella dei giornalisti non puo’ assistere imbelle al protrarsi di una pratica barbara di questo genere e devono immediatamente intervenire a tutela dei collega libanesi e della stessa democrazia di quel Paese “.

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