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| Sabato, 04 Febbraio 2012 - Ultimo aggiornamento: 00:03
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Articolo 21 - Press a poco
Cesari e cesarei
Siamo giunti al punto in cui dare a Cesare quel che è di Cesare risulta di fatto impossibile, ma pure dare a Dio quel è che di Dio, sta diventando sempre più complesso e faticoso. Per toglierci dall'empasse è necessario, prima di tutto, dare a Silvio quel che è di Silvio. Si tratta solo di realizzare, accantonando ataviche indolenze e incapacità, cosa veramente gli spetti per diritto suo e dovere nostro. La strada più corta per arrivarci è quella di piazzarci esattamente all'opposto del suo volere. E’ preso da isteria che lo spinge ad accelerare i tempi del travaglio (nostro) per potere partorire velocemente la sua creatura. Quel ddl gli serve per garantirsi la progenie del suo sistema, ossia instaurare, di fatto, la non punibilità dei reati o, alla peggio, tagliare -perciò lo chiamano Cesare?- i mezzi per scoprirli. La Magistratura sana sta correndo ai ripari dimostrando che è quell’altra, la politicizzata. La politica dei tempi nostri si basa, infatti, sulla corruzione pura, assemblata da corrotti e spioni. Non possiamo più farci incantare dai fasulli monologhi del millantato Cesare. Di quel nome, per ora, possiamo giusto servirci per prenderne l’etimo: tagliare.
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