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Articolo 21 - Libri e Giornalismo
Il super-eroe non invincibile ( di Alberto Spampinato)
Il super-eroe non invincibile ( di Alberto Spampinato)

Il giornalista Pippo Fava è entrato a vele spiegate nel mondo dei cartoon. La sua vita, la sfida che lanciò ad armi impari ai potenti ‘’cavalieri dell’apocalisse’’ della sua città e ai giornali che volevano magnificare le sorti, anche quando scendevano a patti con i mafiosi, una sfida che si concluse il suo barbaro assassinio, 26 anni fa a Catania, è ora una storia a fumetti disponibile in edicola.( LUIGI POLITANO-LUCA FERRARA: 'PIPPO FAVA. LO SPIRITO DI UN GIORNALE', ROUND ROBIN EDITRICE, 117 PAGINE, 15 EURO ).

La storia è stata disegnata Luigi Politano con una matita che ricorda il tratto di Dylan Dog, con la sceneggiatura di Luca Ferrara. L’editore è Round Robin, lo stesso che ha stampato la storia a fumetti di Don Peppe Diana, il parroco della Chiesa di San Nicola di Casal di Principe, capitale di 'Gomorra’, il giovane prete che si schierò contro la camorra e perciò, il 19 marzo 1994, fu ucciso con tre colpi di pistola, dentro la sagrestia mentre si preparava a dire messa.

   La storia di Pippo Fava e' altrettanto epica, e il fumetto ne dà conto pur mantenendosi in stretta aderenza con la realtà. Nel suo genere, Fava appare come un super-eroe: un giornalista senza paura che lotta contro la mafia, che si ribella alla censura; che per avere diritto di cronaca fonda un giornale ('I Siciliani') raccogliendo attorno a sé una straordinaria banda di giovani giornalisti che lo riconoscono non solo come mitico direttore, ma come un vero capo, e che dopo la sua morte fanno di tutto, rischiano in proprio, ci rimettono dei soldi, pur di far sopravvivere il progetto.

  Oltre alle 120 tavole della graphic novel , il libro contiene alcuni brevi scritti di chi ha conosciuto Pippo Fava. C’è anche un’interessante testimonianza dell'avvocato di parte civile della famiglia. Dall'insieme si ricava il ritratto di un intellettuale poliedrico, di vari e vasti interessi: dipingeva, scriveva ed era un apprezzato autore di cinema, di letteratura e di teatro. Il ritratto di un uomo che non rinunciava all'ironia e all'autoironia, neppure mentre si gettava lancia in resta contro le parentele mafiose degli amministratori pubblici, o mentre sfidava a viso aperto i minacciosi divieti dei boss, o quando respingeva le favolose offerte di denaro di chi volevo comprare il suo silenzio. A ben vedere, solo la tragica fine impedisce a Pippo Fava di entrare a pieno titolo nella galleria dei protagonisti ideali delle storie disegnate.

  Fava, ahimè, non è immortale come gli eroi dei fumetti, che sopravvivono ai pericoli e a qualsiasi sfida, perché' devono farci sognare vite che non avremmo il coraggio di vivere. Pippo Fava non sopravvisse all'agguato mortale del 5 gennaio 1984, alla sfida impari che aveva lanciato

agli imprenditori e ai politici legati alla mafia catanese   con una serie di clamorose inchieste. Questo eroe di cartone, dunque, non fa sognare l'invincibilità, ma commuove, fa riflettere e fa immaginare

quali straordinari risultati potrebbe avere la lotta alla mafia, quale paradiso terrestre sarebbe lòa Sicilia se i Pippo Fava che compaiono sulla scena non fossero, di volta in volta, lasciati soli, bollati come matti o visionari.. Pippo Fava non era né l’uno né l’altro. Era un uomo che non si fidava delle apparenze e dei luoghi comuni. Era un giornalista che vedeva lontano. Diceva: ''Io ho un concetto etico del giornalismo'', e non voleva distogliere lo sguardo dall'illegalità diffusa in cui era immersa la sua Catania. Pippo Fava aveva visto giusto, non aveva esagerato nel descrivere i torbidi legami i quei ''cavalieri dell'apocalisse'' e di alcuni protagonisti della politica locale con il boss Nitto Santapaola, che e' stato condannato all'ergastolo come mandante del suo omicidio. Ci sono voluti più di dieci anni e le dichiarazioni di alcuni pentiti, ma alla fine anche le sentenze giudiziarie lo hanno riconosciuto.

 

 

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