| Domenica, 12 Febbraio 2012 - Ultimo aggiornamento: 23:49
” Information Safety and Freedom, associazione per la liberta` di stampa nel mondo, lancia un allarme internazionale per il grave attacco censorio lanciato ai media dal Governo Berlusconi. Il Senato italiano ha approvato oggi un complesso di norme che limita il ricorso alle intercettazioni da parte della magistratura, ma, soprattutto, la possibilita` dei media di pubblicare informazioni sui procedimenti penali in corso prevedendo pesanti pene pecuniarie per giornalisti ed editori che le trasgrediscano. L`Esecutivo di ISF denuncia il grave contenuto liberticida di questo provvedimento di legge, che contrasta pesantemente con il principio della liberta` di stampa e riduce in maniera sensibile il diritto dei cittadini ad essere tempestivamente e compiutamente informati, in particolare, sui comportamenti (penali e non) della classe dirigente. Per questo ci rivolgiamo a tutte le associazioni internazionali per la liberta` di stampa, a cominciare da CPJ ( Comittee for Protect Journalists di New York ) e RSF ( Reporters Sans Frontieres di Parigi ) perche` vogliano sostenere la battaglia dei giornalisti e degli editori italiani e delle loro associazioni di categoria per bloccare l`approvazione in via definitiva della legge sulle intercettazioni telefoniche, intervenendo anche sul governo italiano, presieduto dal maggiore editore del Paese ”.
Questo il testo del documento diffuso oggi a livello internazionale dall` associazione internazionale per la liberta` di stampa ISF ( Information Safety and Freedom ).
” Il provvedimento di legge del Governo Italiano – continua il documento di ISF – giunge al voto in Parlamento, proprio mentre alcuni membri dell’ Esecutivo ed esponenti di spicco della maggioranza politica, sono al centro di inchieste giudiziarie e giornalistiche per gravi episodi di corruzione che hanno riguardato perfino gli interventi per il tragico terremoto de L`Aquila. Tutte vicende che non avrebbero potuto comparire sui media e venire quindi a conoscenza dell’ opinione pubblica con le nuove norme ora in approvazione alla Camera dei Deputati. A questa che appare come un’ evidente stretta censoria, si unisce l’ esplicita richiesta da parte del Primo Ministro ai vertici della societa’ di servizio pubblico televisivo, la RAI, di soppressione delle trasmissioni considerate scomode anche con la minaccia di non rinnovare la convenzione con lo Stato che le assicura i finanziamenti “.
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