| Sabato, 11 Febbraio 2012 - Ultimo aggiornamento: 16:34
Un'altra piana, un'altra Calabria. La sognava, la praticava, Giuseppe Valarioti, intellettuale e militante del Pci, ucciso 30 anni fa, l'11 giugno 1980 dalla 'ndrangheta. Lo uccisero fuori dal ristorante dove festeggiava la vittora della sinistra nelle amministrative. Nasce con quell'omicidio la Santa, la nuova mafia calabrese, fatta di rapporti con le professioni, la politica, la massoneria. Quell'uccisione fu un colpo mortale all'antimafia sociale che, in quegli anni, sfidava lo strapotere criminale. Un assassinio brutale, rimasto senza colpevoli, ora un libro ne racconta la storia. I giornalisti Danilo Chirico e Alessio Magro fanno pulsare l'impegno, il civismo, il sogno di una piana diversa di quel professore precario, freddato a solo 30 anni.' Il caso Valarioti', Round Robin editore, è anche una denuncia della disattenzione diffusa su questi temi. Il libro raccoglie anche interviste a Giorgio Bocca, a Giuseppe Smorto, direttore di Repubblica.it. Proprio Smorto nell'intervista sottolinea le responsabilità dell'informazione: "A volte si ha la sensazione che certi territori siano dati per persi". Questo libro e l'attività che Chirico e Magro portano avanti con l'associazione Dasud è il segno di una corrente contraria e diversa. Una pagina di giornalismo e di memoria.
Lâinizio di apparizione: i volti ed i paesaggi di Tullio Pericoli
âLa masnĂ â (di Raffaella Romagnolo)
Goodbye italia ( di Cinzia Dato e Silvana Prosperi)
La politica delle mani pulite ( Sandro Pertini)
Come una lama
Casale Monferrato: la polvere che uccide ( Guido Iocca)
Assalto alla Giustizia
Assedio alla toga ( Nino Di Matteo e Loris Mazzetti)
Mente locale ( di Gaetano Sateriale)
"Nessuna pietĂ per Pasolini". Stasera alle 18 la presentazione



