| Domenica, 12 Febbraio 2012 - Ultimo aggiornamento: 23:49
“Con una sentenza sconcertante che viola tutti gli accordi e le disposizioni internazionali a tutela dei diritti umani – la n. 5856 -, la Corte di Cassazione ha sancito che i clandestini, anche se hanno figli minori che studiano in Italia, vanno comunque espulsi dal territorio nazionale, anche se il distacco dai genitori comportasse per i bambini un trauma affettivo”. Lo affermano i co-presidenti dell’organizzazione umanitaria EveryOne, RobertoMalini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. “Contrapponendosi a tute le norme che tutelano i diritti dei migranti e dei rifugiati, nonché alla Convenzione ONU per i Diritti del Fanciullo e alla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione europea,” continuano gli attivisti, “la Cassazione mette in primo piano la tutela della legalità delle frontiere rispetto alla tutela della famiglia, dell’infanzia e dei diritti fondamentali della persona. Questo evento” proseguono i rappresentanti del Gruppo EveryOne, “dimostra come ormai nel nostro Paese né la politica, né le forze dell’ordine, né la magistratura attribuiscano ornai la minima considerazione alle disposizioni dell’Unione europea e alle norme internazionali che tutelano le minoranze sociali”.
Il Gruppo EveryOne, che sta redigendo un documento di denuncia da presentare all’UNICEF, all’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani e all’Alto Commissario ONU per i Diritti dei Rifugiati e che sta curando direttamente casi di genitori a rischio di espulsione nei CIE con bambini minori che studiano in Italia, ha chiesto, con una lettera indirizzata al presidente della Commissione europea José Manuel Barroso e al presidente del Parlamento europeo Jerzy Buzek, che le istituzioni europee “riportino l’Italia e il suo Governo sulla via dei diritti umani, pena la rinascita di un movimento simile a quello nazional-socialista, che riporterebbe l’Europa verso un nuovo medioevo”.
“Oggi stesso” concludono Malini, Pegoraro e Picciau, “chiederemo in via ufficiale un appuntamento urgente al Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, affinché intervenga direttamente sulla questione, impedendo che questo nuovo orrore porti ancora più disperazione nella vita quotidiana di una minoranza – quella dei migranti – già duramente perseguitata da autorità e istituzioni”.
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