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Gli appelli di Articolo 21
4 APRILE 2009. Appello cultura informazione
Noi donne e uomini della cultura, dello spettacolo e dellâ??informazione ci rivolgiamo alle lavoratrici e ai lavoratori, ai pensionati, a tutti i cittadini per invitarli a partecipare alla manifestazione nazionale della Cgil del 4 aprile al Circo Massimo a Roma. Pur provenendo da esperienze diverse, riteniamo che vada affermato il valore della Costituzione e dello stato di diritto in particolar modo quando si parla di lavoro, delle condizioni di vita della gente, ma anche di cultura, spettacolo e informazione. Gli effetti della crisi colpiscono lâ??intero sistema produttivo e dei servizi, compresi i settori nei quali operiamo, che rappresentano una ricchezza per il paese e per la democrazia, un bene collettivo per la crescita della conoscenza e della coscienza critica dei lavoratori e dei cittadini in generale. Riteniamo che siano quindi inaccettabili i tagli e le misure autoritarie che hanno colpito lâ??intero mondo della cultura, dellâ??istruzione, dello spettacolo, dellâ??informazione, il patrimonio archeologico, ambientale e museale. Misure che, oltre a determinare una forte caduta dellâ??occupazione, stanno mettendo a rischio di dispersione parti importanti del nostro patrimonio artistico, culturale e della nostra storia. Condividiamo la prioritĂ  assoluta che deve avere la difesa del lavoro e dellâ??occupazione. Siamo dâ??accordo con le proposte della Cgil per il sostegno di tutti i redditi, specie di coloro che perdono il posto di lavoro o hanno condizioni di lavoro occasionali, per misure fiscali che ridistribuiscano le risorse a vantaggio dei piĂš deboli e per investimenti capaci di produrre una ripresa dellâ??economia e dellâ??occupazione in tutti i settori. Eâ?? indispensabile, quindi, una inversione di rotta e che si riprenda ad investire in cultura, conoscenza, innovazione. Siamo in disaccordo con le decisioni del governo, al di lĂ  delle belle parole, di non destinare misure adeguate per gli ammortizzatori sociali, per il sostegno dei salari e delle pensioni, per la ripresa dello sviluppo. Non condividiamo inoltre le iniziative del governo e delle imprese che colpiscono i diritti del mondo del lavoro, dividono la sua rappresentanza, a cominciare dallâ??accordo separato del 22 gennaio sul modello contrattuale, e puntano a sottrarre al giudizio delle lavoratrici, dei lavoratori, dei pensionati, provvedimenti che li riguardano direttamente. Lâ??espressione della volontĂ  rappresenta infatti un forte strumento di democrazia sindacale, tutto dentro la storia e la prassi del sindacato italiano. Particolarmente critico si profila il futuro per il settore artistico e creativo, dove per attori, musicisti, tersicorei, autori e scrittori, è pressochè impossibile accedere a forme di sostegno al reddito e al lavoro intellettuale e artistico. Alle conseguenze della crisi economica, che ha minato lâ??accesso al credito per il finanziamento dei beni immateriali, il governo ha sommato i tagli al Fus, allâ??istruzione e allâ??editoria, e costretto gli Enti Locali, privati delle risorse correnti, a drastici tagli della produzione culturale. Riteniamo inoltre che vada difeso il diritto ad una informazione corretta, completa e pluralista, realmente indipendente dal potere politico ed economico. Di fronte a tentativi sempre piĂš evidenti di manipolare la realtĂ  per renderla funzionale agli interessi dei potenti, occorre rivendicare con forza il rispetto dellâ??articolo 21 della Costituzione, e cioè la libertĂ  di espressione e il diritto dei cittadini ad essere correttamente informati. Per queste ragioni parteciperemo alla manifestazione nazionale della CGIL il 4 aprile a Roma.
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