| Venerdì, 03 Settembre 2010 - Ultimo aggiornamento: 18:52
Nadia Redoglia
Il Censis rileva che più dell'80 per cento degli italiani ritiene che anche gli immigrati irregolari debbano avere accesso ai servizi sanitari pubblici. Quasi il 20% sostiene che non ne hanno diritto, non pagando le tasse. Ne consegue che, secondo questa percentuale d’intervistati, gli immigrati, impossibilitati a servirsi della sanità privata, possono pur morire (salvo miracoli). Se da un lato scopriamo che la stragrande maggioranza degli italiani antepone al denaro, il diritto alla vita e alla salute dell’umano essere, dall’altro impariamo però, che quasi il 20% se ne frega. Sarà lo stesso che è favorevole alla pena di morte? Ma da qui a comminarla per il reato d’irregolarità sull’immigrazione, appare mostruoso. Recentemente il commissario UE per i diritti umani ha ricordato al nostro Paese che «la criminalizzazione degli immigrati è una misura spropositata che, oltre a stigmatizzare la marginalizzazione, mette a rischio la possibilità di chiedere asilo che è un diritto umano». E’ senz’altro confortante -e rassicurante- sapere che 8 italiani su 10 non abbandonano un loro simile. Tuttavia, sarebbe anche il caso di spendere qualche riflessione sugli altri 2.
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