| Domenica, 12 Febbraio 2012 - Ultimo aggiornamento: 23:49
di Pietro Nardiello
Chi è Giuseppe Setola solamente un killer violento o anche altro?
Setola è l'uomo scelto da Francesco Bidognetti per riportare l'ordine
nella terra dei casalesi. Torna nel casertano con l'assenso dei big del
clan. Infatti la sua latitanza è coperta dai familiardi di Antonio Iovine,
"O Ninno" uno dei due capi del clan, l'altro è Michele Zagaria, al quale
le forze dell'ordine danno incessantemente la caccia. E infatti i
carabinieri arrivano a Setola proprio seguendo le tracce del Ninno
Adesso è detenuto nel carcere milanese di Opera da dove ha provato a
comunicare con l´esterno con un pizzino. Come mai secondo te?
Comunicare per i camorristi in carcere è importantissimo, sia perché
permette di continuare a gestire le attività illegali del clan, sia perché
serve a dire "Io sono ancora qua, comando ancora". Francesco Bidognetti,
ad esempio, aveva sviluppato con la sua donna, Anna Carrino, un
complessissimo linguaggio fatto di segni e parole. Quando la Carrino si è
pentita ne ha svelato in parte i segreti
Hai scritto un libro dal titolo sicuramente provocatorio come mai?
Perché quello di un killer cieco è il primo paradosso in cui mi sono
imbattuta occupandomi di Setola. L'assassino non è evaso, come si era
raccontato in un primo momento, ma è semplicemente uscito dalla casa che
aveva fittato nei pressi della clinica oculistica di Pavia dove diceva di
farsi curare. Come era riuscito ad ottenere dai medici del Cardarelli la
documentazione necessaria al trasferimento? Questo è un mistero sul quale
i pm stanno ancora indagando. Uno dei tanti misteri che hanno reso
possibile la vita e la crescita della malavita organizzata.
Gestione rifiuti, politica e camorra si è dissolto questo connubio
adesso o, invece, su di esso è calato il silenzio?
Le connessioni con l'imprenditoria e la politica sono il fattore
caratterizzante delle mafie che altrimenti sarebbero semplici bande
criminali. Il rapporto con la politica secondo me è in alcune zone del
nostro territorio strutturale. La mafia ha bisogno della politica, del
suo silenzio, ma anche della sua fattiva collaborazione per fare affari.
Gli appalti pubblici sono una delle principali fonti di ricchezza per i
clan. La politica al Sud non può vivere senza i voti delle mafie.
L'emergenza rifiuti in Campania ha preso il posto dell'emergenza
terremoto: in entrambi i casi le leggi speciali hanno permesso alle
amministrazioni di spendere senza controllo e alle mafie di ingrassare. Il
conto salato lo hanno pagato i cittadini.
Nel libro si parla molto anche di Vassallo, una figura importante alla
quale, secondo te, è stato dato un giusto valore?
Vassallo si pente perché è terrorizzato da Setola. Si è rifiutato di
pagare l'ennesima tangente, ha denunciato gli uomini del clan e quando
Setola lo manda a chiamare preferisce consegnarsi allo Stato che sequestra
subito a lui e alla sua famiglia 40 milioni di euro. Da allora il
Buscetta dei rifiuti, come lo chiamo nel mio libro, racconta venti anni di
veleni, parte dal processo Adelphi e arriva a Eco4. I magistrati capiscono
subito l'importanza di un pentito che non appartiene all'ala militare dei
casalesi, ma a quella del business. I politici che da Vassallo vengono
accusati ne contestano la credibilità. Io credo che le sue confessioni
aprano scenari estremamente inquietanti. Naturalmente prima di essere
utilizzate sono state verificate dai pm.
Gestione rifiuti e camorra, non sarebbe potuto avvenire tutto questo
senza l'accordo della politica che sembra uscirne per l'ennesima volta
pulita. Cosa ne pensi?
La camorra, è bene che ci riflettiamo tutti, è riuscita a infiltrarsi in
tutti gli schieramenti politici. C'è una società, Impregeco, dove
esponenti politici di destra e di sinistra si alleano con gli Orsi che,
secondo le accuse, sono i manager dei Casalesi. Michele Orsi viene ucciso
da Setola proprio perché aveva cominciato a parlare con i magistrati.
Vassallo accusa il sottosegretario Cosentino, ma anche Luigi Cesaro (che
poi diventa presidente della provincia) e Mario Landolfi. Dà così il via a
indagini che mostrano collusioni vaste e ramificate che del resto erano
emerse anche in precedenti inchieste della magistratura. Io credo che
questo spieghi anche perché il Parlamento abbia respinto per due volte le
richieste di dimissioni nei confronti del politico di Casal di Principe
con un numero di voti nettamente superiore a quello della maggioranza.
Lâinizio di apparizione: i volti ed i paesaggi di Tullio Pericoli
âLa masnĂ â (di Raffaella Romagnolo)
Goodbye italia ( di Cinzia Dato e Silvana Prosperi)
La politica delle mani pulite ( Sandro Pertini)
Come una lama
Casale Monferrato: la polvere che uccide ( Guido Iocca)
Assalto alla Giustizia
Assedio alla toga ( Nino Di Matteo e Loris Mazzetti)
Mente locale ( di Gaetano Sateriale)
"Nessuna pietĂ per Pasolini". Stasera alle 18 la presentazione



