Site Map | Feed RSS | Domenica, 01 Agosto 2010 - Ultimo aggiornamento: 21:00
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Gli appelli di Articolo 21
No alla legge bavaglio. E se passerà faremo i giornalisti obiettori di coscienza
Articolo 21 lancia la campagna "Giornalisti obiettori di coscienza", e su Facebook il gruppo omonimo. E' un dato di fatto. Come i medici che hanno deciso di non denunciare gli immigrati senza permesso di soggiorno, noi giornalisti dobbiamo scegliere se violare il primo principio della professione, quello di raccontare la verità, diffondere quelle notizie che possono permettere ai cittadini, alle comunità, di essere informati fino in fondo su vicende di interesse collettivo, oppure se tradire quel principio e tradire noi stessi. Ma l'obiezione, se vi sarà la necessità di farla, ci deve vedere uniti. Noi che questa professione la facciamo, gli editori che hanno lo stesso compito, le associazioni di categoria, i sindacati, le associazioni dei consumatori, i Magistrati e tutte quelle forze sane del Paese che non sono disponibili ad accettare una legge anticostituzionale e che certamente prenderà schiaffi sia dalla massima Corte italiana che dall'Europa. Ed è doveroso conservare questa unità, lasciando da parte quel che avvenne nel passato e che portò ad un voto sulla legge Mastella che nel 2007 raccolse un sì trasversale eccetto sette coraggiosi che si astennero o uscirono dall'Aula. Nella sala dell'Fnsi, più preoccupati di allora, c'erano anche alcuni parlamentari che all'epoca quella scelta di protesta non la fecero. E questo è un segnale positivo, significa che la coscienza di una legge che vuole mettere il bavaglio è molto più forte di allora. E' necessario restare Uniti perchè non si può scendere a compromesso. Quella legge, deve essere stralciata oppure chi la voterà se ne assumerà completa responsabilità.
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