| Giovedì, 18 Marzo 2010 - Ultimo aggiornamento: 22:48
Al vertice della Rai devono aver archiviato un po’ troppo in fretta le immagini di piazza del Popolo. Appena un mese fa si è visto che c’è una parte consistente della società italiana che sente i temi della libertà dell’informazione e della satira come questioni vitali per la democrazia, sa indignarsi per i tentativi di censura ed è disposta a scendere in strada per difendere gli spazi di autonomia ancora esistenti. Il proposito di cambiare Paolo Ruffini alla direzione di RaiTre, denunciato ancora oggi dal consigliere Rizzo Nervo, appare non solo come una docile risposta alle richieste del Presidente del Consiglio, ma anche come una provocazione ai tanti cittadini che pagano il canone e che trovano in quella rete risposte di qualità che non sempre il servizio pubblico è in grado di dare. La nuova tornata di nomine toglierebbe di mezzo direttori dei più diversi orientamenti (non solo a RaiTre, ma a RaiNews 24 e a Rai Parlamento) senza che il Direttore Generale sembri in grado di addurre una sola ragione editoriale per motivare gli avvicendamenti. E’ bene che chi guida la Rai non esageri nello zelo servile. Anche viale Mazzini può diventare un eccellente luogo di raccolta per cittadini arrabbiati.





